La camomilla, il fiore madre

camomilla, bouquet

Kamai melon

Il nome camomilla deriva dalla parola greca  che significa “mela di terra” perché la fragranza dei fiori ricorda il profumo delle mele.
Il suo nome generico botanico, Matricaria, deriva dal latino “matrix” cioé utero, ma anche da “mater” ossia madre, per cui è una pianta che giova ai disturbi legati all’apparato riproduttivo femminile.
La camomilla appartiene a un genere di sole 7 specie; le più utilizzate sono la specie Romana, coltivata, e la Matricaria, spontanea.

Le proprietà e le applicazioni delle 2 specie sono simili, ma la Romana possiede una maggiore forza aromatica. Per il suo spiccato aroma trova impiego nella preparazione di Vermouth e liquori.
Della camomilla si utilizzano i capolini, freschi o secchi, raccolti dai primi di giugno fino ad agosto e dalla distillazione dei fiori di entrambe le specie vengono estratti l’acqua aromatica e l’olio essenziale, dal caratteristico colore blu dovuto alla sostanza nota con il nome di azulene.
Inseriti all’interno di creme lenitive o tonici per il viso, l’olio essenziale e l’acqua distillata vengono impiegati nel trattamento di couperose e pelli sensibili e infiammate.

Con l’1% di sale marino integrale, l’acqua aromatica diventa un ottimo collirio da usare in caso di arrossamento e bruciori.

I capolini di camomilla possono essere utilizzati anche per fare l’oleolito e la pomata.
Per uso esterno, le varie preparazioni a base di camomilla trovano impiego come dopo-sole per la sua azione lenitiva, dopo la rasatura o la depilazione per le sue proprietà disinfettanti, anti-irritanti e analgesiche, nei rossori e secchezza cutanea dovuti da agenti esterni come il sole, il vento o il freddo, per frizioni e massaggi su dolori causati da spasmi addominali, anche su bambini piccoli e neonati, reumatismi, torcicollo, lombaggini e sciatica.

Dalla camomilla, olio essenziale, crema e relaxOlio rilassante alla camomilla: ricetta

Un ottimo olio rilassante, sfiammante ed antidolorifico per massaggi può essere preparato con:

  • 750 ml di olio di girasole
  • 50 gr di capolini freschi di camomilla
  • 25 gr di fiori di lavanda freschi
  • 25 gr di fiori di iperico freschi

Procedimento

Porre tutti gli ingredienti in un contenitore a bagnomaria e scaldare lentamente per circa 2 ore.
Terminata l’operazione, si lasciano i fiori a macerare nell’olio caldo fino a raffreddamento. Successivamente l’olio viene filtrato con un telo e conservato in contenitori di vetro scuri in un luogo buio e asciutto.

Le sue proprietà antispasmodiche si manifestano anche per uso interno, sotto forma di infuso, per calmare i dolori mestruali e dell’apparato gastro-intestinale come crampi allo stomaco, gastriti, enteriti, costipazione gastrica. L’infuso è ottimo anche per sciacqui contro mal di denti e in gargarismi contro il mal di gola.
Camomilla: infusoInoltre influisce direttamente sul sistema nervoso centrale: sono note infatti le sue proprietà sedative e antidolorifiche se preso in piccole dosi ma può trasformarsi in stimolante se assunto in dosi maggiori.
In passato i fiori essiccati venivano aggiunti all’acqua di risciacquo dei capelli per schiarirne il colore e venivano spesso usati dai contadini al posto del tabacco per la pipa.

Riassunto
La camomilla, il fiore madre
Titolo
La camomilla, il fiore madre
Descrizione
Da questo piccolo fiore, tante virtù. Definito il fiore simbolo della madre e della donna in genere, è utile per tutti sia in olio essenziale, che in pomata che in infusione. Scopriamone gli usi e anche una ricetta da fare in casa per i nostri momenti di relax.
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