Il Matcha e la cerimonia del tè

L’arte di bere il tè è un poema ritmato da movimenti armoniosi

Il tè, per i veri amanti e cultori, è innanzitutto arte, filosofia di vita e rituale antichissimo che tutt’oggi è presente in Giappone attraverso la cha no yu, ovvero la cerimonia del tè.

La cerimonia del tè

Il Giappone, è risaputo, è il territorio con la più secolare tradizione del tè il quale è stato qui importato dalla Cina intorno al VI secolo insieme al buddismo.

Il tipico tè verde Giapponese in polvere, è il Maccha o Matcha, consumato in polvere, che venne importato sempre dalla Cina ma intorno al XII-XIII secolo e che assunse un ruolo molto importante per le sue proprietà mediche e terapeutiche. Si pensi che nel taoismo era considerato un elisir di lunga vita.

Il tè verde Matcha è stato tramandato nella storia per il rito ad esso legato: la cerimonia del tè.

Il Chanoyu: il tè della cerimonia

Il consumo di questo tè era inizialmente riservato ai monaci per mantenere la concentrazione; con il tempo si diffuse anche fra l’aristocrazia, poi fra la classe mercantile e successivamente fra i samurai che fecero della cerimonia del tè un importante elemento della cosiddetta Via, il codice di condotta che regolava la vita dei guerrieri.

Da semplice momento di incontro fra amici, Murata Shuko trasformò il rito del tè in un momento intimo da condividere con poche persone: il padrone di casa ed i suoi ospiti. Iniziò quindi a basare la cerimonia sulla sensibilità del buddismo Zen, sulla purificazione dello spirito in relazione con la natura. È lo Zen che eleva i sensi, permette di raggiungere l’illuminazione e tutte le forme di arte che ne derivano.

La vera e propria cerimonia del tè, che vige tutt’oggi però, è stata creata dal Maestro Sen no Rikyu, amante e cultore della filosofia del tè e che sposò per tutta la vita grazie anche al suo pensiero e sensibilità estetica.
Ma in cosa consiste e quali sono gli elementi essenziali affinché possa avvenire la cerimonia del tè.
Il tutto si svolge in una stanza del tè, cha shitsu, che può essere una stanza apposita dedicata oppure trovarsi all’interno dell’abitazione; spesso si trova all’interno dei giardini per un maggior equilibrio ed armonia. È importante la semplicità della stanza per favorire la meditazione così come volevano i maestri della tradizione Zen.
Altro importante elemento è il tokonoma, cioè una piccola nicchia nella parete della stanza in cui esporre rotoli di manoscritti e una piccola composizione di ikebana cioè un solo fiore in un vaso.
L’ambiente non è lasciato al caso: oltre alla stanza dedicata, occorre un ambiente di servizio apposito per la preparazione del matcha, un portico dove gli ospiti attendono prima di entrare e un giardino, costruito con tale cura da farlo sembrare una vera e propria opera d’arte della natura.
La cerimonia del tè si svolge nel pieno silenzio del padrone e degli ospiti e con il susseguirsi di gesti lentissimi, fissi, davvero meditativi sia nella preparazione che nell’assaporare il tè tanto che tutto il rituale potrebbe richiedere anche alcune ore.

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Zone di coltivazione del tè verde Matcha

La regione più importante per la coltivazione delle piante da cui si ricava il migliore tè verde Matcha è Nishio, nel cuore della prefettura di Aichi: clima costante, acque fresche dei fiumi, suolo fertile e lontano dal centro urbano rendono questo territorio il luogo ideale per la coltivazione della pianta del tè.
La caratteristica delle sue foglie è il colore, più verde rispetto alle altre tipologie, la maggiore elasticità e ricchezza di nutrienti.

La polvere, si ricava dai germogli terminali della pianta del tè verde che, dopo essere stati colti, vengono fatti essiccare e poi polverizzati ricavandone una polvere leggerissima, cipriata e di colore brillante.

Come si prepara a casa

Pur non avendo un’apposita stanza ed un giardino e senza necessariamente seguire la meraviglioso cerimonia del tè, il Matcha può essere preparato comodamente a casa godendosi tutta l’arte e la storia che il sapore, il colore e la fragranza di questa bevanda evocano.
Basta aggiungere acqua calda, con temperatura di circa 60°C cioè prima del bollore e mescolare. Magari con l’apposito frullino di bambù, il chasen: in questo modo si crea non un’infusione ma una sospensione della polvere la quale viene così consumata interamente insieme all’acqua e non estratta come avviene invece con i tè in filtro.

Solitamente, per una tazza da 200 ml il quantitativo da utilizzare è una punta di cucchiaio da tè.
Questa magica bevanda si presenterà nella tazza con una leggera spuma in superficie tanto da essere anche chiamata “spuma di giada liquida” assumendo un bellissimo colore verde intenso.

Il Matcha può essere inoltre di due tipi: uno più spesso, il koicha proveniente da piante di età superiore a 30 anni, uno più sottile, il usucha che proviene da piante più giovani.

Il suo gusto è fresco, accentuato, erbaceo e può sfociare in un leggerissimo retrogusto amaro.

Proprietà

Il Matcha è la cura dell’animo, dello spirito e del corpo.
Grazie alla raccolta manuale ed alla lavorazione in mulini di pietra, mantiene inalterate le sue proprietà risultando più ricco, rispetto agli altri tè, di antiossidanti, vitamine B1, B2, C, di beta carotene, sali minerali, polifenoli e caffeina. Quest’ultima è particolarmente presente nel Matcha in quanto si utilizzano i germogli terminali delle piante e per questo ha poteri eccitanti tanto da essere infatti usata dai monaci per non assopirsi e rimanere svegli durante le pratiche Zen meditative.

Usi

Grazie alle sue peculiarità, il Matcha viene utilizzato anche come colorante naturale in alcuni cibi come ad esempio il gelato, in torte, tiramisù, semifreddi, creme e cioccolatini. Ma viene impiegato anche nella preparazione insalate e zuppe.

E adesso, preparate la vostra tazza di tè Matcha, chiudete gli occhi, immaginate il vostro giardino e respirate a fondo i profumi di questo momento.

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