Dentifrici: impariamo a leggere l’etichetta e facciamoli in casa

Cosa c'è nei dentifriciVi siete mai chiesti che cosa contiene un dentifricio e a che cosa serva realmente?

Premetto che quando si segue una dieta priva di zuccheri e di altri alimenti raffinati e si mastica a lungo, la funzione più importante per l’igiene della bocca è svolta dalla saliva che neutralizza gli acidi, prodotti dai batteri della placca, e fornisce i sali minerali necessari per rinnovare lo smalto dei denti.
L’azione dello spazzolino, insieme a piccole dosi di dentifricio, serve a potenziare l’azione della saliva.
Ma l’uso del dentifricio, che non manca in nessuna casa, non può essere sottovalutata ed è molto importante imparare a leggere l’etichetta per evitare tutti quei prodotti, dannosi per la nostra salute.

Per ottenere ottenere tutti i risultati promessi, un dentifricio deve contenere:

1. Sostanze abrasive

Compongono circa il 20-40% del dentifricio. Servono a rimuovere la placca oltre che contribuire alla viscosità del prodotto.

I più utilizzati sono:

  • il biossido di silicio (silica),
  • il calcio carbonato ( calcium carbonate),
  • l’ idrossido di alluminio ( aluminum hydroxide),
  • il dicalcio fosfato diidrato (dicalcium phosphate dihydrate).

2. Sostanze ad azione umettante

Queste sostanze, che compongono un dentifricio per il 20-30%, impediscono alla pasta di seccarsi quando viene a contatto con l’aria, e contribuiscono a conservarlo.
Sono composte da:

  • il sorbitolo (sorbitol),
  • la glicerina (glycerin),
  • il glicole propilenico (peg ovvero propylen glycol) quest’ultimo di derivazione petrolifera. Inoltre nel peg si possono trovare delle piccole quantità di diossano, generato durante i processi di lavorazione, classificato come “CMR”, ovvero con un possibile effetto cancerogeno, mutageno o tossico per la riproduzione umana. 

3. Addensanti, leganti e stabilizzanti

Queste sostanze compongono circa l’1 – 2% del dentifricio.
Servono ad ottenere una pasta omogenea ed uniforme.

4. Correttori

Vengono inseriti esclusivamente per migliorare la gradevolezza del dentifricio alla vista e al gusto e sono costituiti da:

  • dolcificanti come la saccarina (saccharin), artificiale, aggiunto solamente per rendere più gradevole la pasta;
  • schiumogeni come il sodium lauryl sulfate (SLS), un tensioattivo aggressivo ed irritante per le mucose e il lauramidopropyl betaine, più frequente nei prodotti ecobio, aggiunti esclusivamente per dare la sensazione di pulito e per creare schiuma;
  • aromi di origine naturale come gli oli essenziali e sintetici, questi ultimi riportati in etichetta con il termine “aroma”;
  • coloranti indicati in etichetta con la sigla CI (colour index) seguita da un numero. Sono in genere sintetici e possono causare allergie ad eccezione del titanium dioxide (CI 77891) che é un derivato minerale usato per rendere il dentifricio bianco. Quest’ultimo però deve avere un altro grado di purezza altrimenti potrebbe contenere tracce di metalli pesanti;
  • sostanze remineralizzanti come il fluoro, il fluoruro di sodio e il sodio monofluorofosfato, utilizzati come anticarie in quanto contrastano l’azione dei batteri presenti nella placca. Ci sono però diversi studi che smentiscono l’efficacia del fluoro nel combattere la carie e attribuiscono a questo ingrediente una certa tossicità se ingerito in dosi elevate e la possibilità di accumularsi nelle ossa e di renderle più fragili;
  • antiplacca: sostanze che bloccano un enzima necessario alla crescita dei batteri nella placca e sono la clorexidina digluconato e il triclosan, il cui impiego è consentito ad una concentrazione molto bassa dato il suo potere allergenico e la sua capacità di accumularsi nei tessuti e nel latte materno.
    Inoltre potrebbe essere contaminato da diossine, generate durante il processo di produzione, e nel tempo può creare dei ceppi di batteri resistenti agli antibiotici e combinarsi con il cloro, presente nell’acqua di rubinetto, e generare cloroformio, un composto sospettato di essere cancerogeno.
  • antitartaro: i pirofosfati di sodio e potassio utilizzati tra l’altro per conservare il prodotto e per l’effetto tampone, cioé si oppongono alle variazioni del ph. L’uso dei fosfati é stato soppresso nei detergenti casalinghi in quanto causano l’eutrofizzazione dell’acqua marina, cioé fungono da fertilizzante per lo sviluppo di certi tipi di alghe;
  • conservanti, tra cui i più problematici sono i cessori di formaldeide, classificata “CMR” ( imidazolidinyl urea, diazolidinyl urea, sodium hydroxymethyl glycinate, benzylhemiformal, 2-bromo-2nitropropane-1,3-diol, DMDM Hydantoin) e i parabeni, conservanti battericidi, sospettati di essere cancerogeni e di causare reazioni allergiche;
  • sostanze desensibilizzanti: nitrato di potassio e citrato di potassio che servono a ridurre la sensibilità dei denti.

Dentifricio fatto in casa per tutta la famigliaCome fare un Dentifricio in casa: la ricetta

Dopo questa lunga carrellata sulle sostanze (nocive) presenti nei dentifrici, vi suggerisco di formularne uno per voi e la vostra famiglia completamente naturale e molto efficace.
Ecco la ricetta, per ottenere circa 50 ml di dentifricio, per tutta la famiglia.

Ingredienti

35 gr di argilla bianca
23 gr di glicerina vegetale
acqua quanto basta per ottenere una pasta densa
10 gocce circa di oli essenziali a piacere

Basta mescolare tra loro gli ingredienti fin quando non si otterrà una pasta densa ed omogenea.
Utilizzare come un normale dentifricio.

 

Riassunto
Dentifrici: impariamo a leggere l'etichetta e come farlo in casa
Titolo
Dentifrici: impariamo a leggere l'etichetta e come farlo in casa
Descrizione
Sappiamo davvero cosa contengono i dentifrici che acquistiamo? Impariamo a leggerne l'etichetta e proviamo a farne uno in casa tutto naturale e per tutta la famiglia.

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