India, Cina & zafferano

Lo zafferano nella cultura cinese e indianaContinuiamo anche questa settimana il nostro viaggio per raggiungere il sud-est asiatico, seguendo sempre le fil rouge dello zafferano.

Esistono diverse e contrastanti ricostruzioni storiche  sull’arrivo dello zafferano in Asia meridionale e orientale, alcune delle quali basate su resoconti scovati in antichi archivi persiani.

Molti esperti hanno dimostrato che lo zafferano, con altre spezie, è stato introdotto in India grazie all’impegno di notabili persiani che, nostalgici,  desideravano ritrovare nei loro giardini indiani le piante della loro regione di origine.

Secondo un’altra versione invece sembra che, quando la Persia conquistò il Kashmir, bulbi di zafferano vi siano stati trapiantati per prenderne simbolicamente il possesso.

I primi raccolti sono comunque precedenti al 500 aC. e i Fenici proponevano fin dal VI secolo aC. questo “nuovo zafferano del Kashmir” lungo tutte le loro (ben estese) rotte commerciali: veniva utilizzato per combattere la malinconia e per tingere i tessuti.

Le leggende tradizionali raccontano che lo zafferano sia arrivato per la prima volta tra l’XI e il XII secolo dC., portato da due asceti nomadi sufi, Khwaja Masood Wali e Hazrat Sheikh Sharifuddin che, mentre attraversavano il Kashmir, malati e sofferenti avrebbero chiesto aiuto al capo di una tribù locale. Riconoscenti per le cure ricevute, offrirono in dono bulbi di fiori di zafferano ed è da allora, nella regione, che durante la stagione della raccolta dello zafferano (nel tardo autunno) si pregano con riconoscenza i due santi . A Pampore, un villaggio indiano noto per i suoi campi di zafferano, sono state dedicate ai due sufi una cappella e una tomba d’oro.  Il poeta e studioso Mohammed Yusuf Teng contesta questa versione: secondo lui la coltivazione dello zafferano nel Kashmir esisterebbe da più di due millenni, e sarebbe menzionata nelle epopee tantriche dell’epoca.

Antichi racconti cinesi buddisti dell’ordine monastico Mula-Sarvāstivādin (o Vinaya) raccontano una storia ancora diversa.
Secondo la leggenda, l’apostolo indiano buddista arhat, chiamato Madhyantika (o Majjhantika), fu inviato in Kashmir nel V secolo aC. e, al suo arrivo, vi avrebbe piantato i primi bulbi di zafferano, e così l’uso dello zafferano si sarebbe diffuso in tutto il subcontinente indiano. Oltre al suo consumo in cucina, gli stimmi venivano immersi in acqua per produrre una soluzione dorata usata come colorante tessile che ebbe un successo tale da far sì che, subito dopo la morte del Buddha Siddharta Gautama, i monaci guardiani decretassero  lo zafferano  il colore ufficiale per abiti e tende buddiste!

Alcuni storici poi ritengono che lo zafferano sia arrivato in Cina con gli invasori mongoli provenienti dalla Persia.
Lo zafferano però è anche menzionato in antichi testi di medicina cinesi, tra cui l’importante trattato medico Bencao Gangmu, un grande codice di erbe medicinali risalente al 1 600 aC. circa e attribuito a Shennong, che documenta migliaia di trattamenti a base di piante medicinali.
Nel III secolo dC. i cinesi fanno riferimento allo zafferano dichiarando che è giunto dal Kashmir: Wan Zhen, un esperto di medicina cinese, riferisce che « la casa dello zafferano è in Kashmir, dove si coltiva e si offre al Buddha. » e riflette sull’uso dello zafferano nella sua epoca: « Il fiore [dello zafferano] appassisce dopo pochi giorni, e si ottiene lo zafferano. È apprezzato per il suo colore giallo uniforme. Può essere usato per profumare il vino. »

Oggi la coltivazione dello zafferano si è diffusa anche in Afghanistan, grazie all’impegno dell’Unione Europea e del Regno Unito che ne hanno promosso la coltivazione come ideale alternativa all’illegale ma ben redditizia produzione dell’oppio, dato che il clima soleggiato e semi-arido dell’Afghanistan risulta molto favorevole alla sua crescita.

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India, Cina & zafferano: la storia
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India, Cina & zafferano: la storia
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Continuiamo anche questa settimana il nostro viaggio per raggiungere il sud-est asiatico, seguendo sempre le fil rouge dello zafferano.
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Toomaki
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