Le avventure di una spezia: il Macis e la Noce Moscata

Le mirabolanti avventure della Myristica fragrans.

Non è un racconto da “Pirati dei Caraibi” ma possiamo dire che questa pianta, originaria di alcune piccole isole dell’Indonesia, è stata oggetto per secoli di scoperte, avventure e anche lotte!

il tesoro di Run non era l’oro: la natura l’aveva dotata di un dono ben più prezioso. Una foresta di alberi slanciati ornava la dorsale montuosa dell’isola. Erano alberi di squisita fragranza. Alti e dalle foglie simili al lauro, erano adorni di fiori a campana e dai rami pendeva un frutto carnoso, di un bel giallo limone. I botanici la chiamavano Myristica fragrans, gli inglesi semplicemente noce moscata. Era il lusso più ambito d’Europa nel diciassettesimo secolo. 

Così racconta G. Milton nel suo libro “L’Isola della noce moscata” a proposito di questo frutto situato nelle isole Banda, nelle Molucche, a oltre 600 miglia di Oceano dall’Australia.

Tra il sedicesimo e il diciottesimo secolo questo frutto suscitava una vera e propria passione in Europa e, insieme all’oro, è stata all’origine di viaggi avventurosi e delle scoperte geografiche dell’epoca, di cui furono protagonisti Colombo, Magellano, Vasco De Gama, Caboto e Drake.

Risultava molto molto ambito ma perché? Rappresentava un lusso esclusivo. Era noto per le proprietà conservanti dei cibi (infatti rallentava i processi di ossidazione e mascherava gli odori delle merci conservate in sale e aceto), nonché per le virtù terapeutiche. Ritenuta prodigiosa dai più illustri medici di Londra per tossi e raffreddori, disturbi digestivi e intestinali, per cervello e vista, sembrava fosse efficace anche contro la peste nera, piaga terribile di quegli anni, e come abortivo.
Chi la portava con sé come amuleto, chi ne aveva scoperto le virtù stupefacenti: il suo olio essenziale infatti, come scrisse un medico e studioso americano (Andrew Weil), poteva dar forma ad esperienze allucinogene complete come quelle provocate dall’hashis e dall’ LSD.

Ovviamente l’uso che se ne fa normalmente non rientra nelle dosi che possono produrre intossicazione.

Macis e Noce moscata, che viaggi!

Ma da questo racconto possiamo comprendere le motivazioni che portavano ad intraprendere imprese avventurose ed i rocamboleschi viaggi ed esplorazioni da parte dei mercanti, per approvvigionarsi di questo frutto aromatico che tra l’altro aveva anche prezzi altissimi sul mercato e quindi costituiva una buona fonte di guadagno.

Non possiamo parlare di noce moscata senza parlare anche di Macis: questo infatti è proprio il frutto da cui proviene la noce noce moscata.

Conosciamone meglio le differenze e gli usi.

Macis

È il frutto del grande albero della Myristica fragrans, dal fogliame resistente, nonché scorza della noce moscata.
Impiega da sei a nove mesi per formarsi dopo la fioritura e lo si raccoglie quando cade al suolo.

È una grande sfera arancio che si apre appena lasciando apparire una specie di resina di un bel colore vermiglio, che racchiude un seme scuro.
Il macis, viene privato del seme e messo a seccare per qualche tempo. Si presenta allora nella forma di filamenti secchi, di colore rosso se proviene dall’Asia e giallo se proviene dalle Antille.

A livello internazionale costituisce una percentuale minima rispetto al commercio di noce moscata, di cui è anche decisamente più costoso.

MacisIn cucina

L’odore ed il sapore sono caldi e penetranti e ricordano quelli della noce moscata, ma più fini.
Noce moscata e macis si alleano perfettamente in cucina: il macis è venduto in pezzi secchi e friabili, o anche in polvere. Lo si macina facilmente ed è bene farlo all’ultimo momento.
In Europa è uno degli ingredienti della besciamella e dei soufflés; si aggiunge anche alle carni di vitello e di maiale, ai piatti a base di uova o formaggio, al purè di patate, alle paste e ai sughi di carne.

Viene molto usato dagli inglesi per aromatizzano i cakes, insieme a zenzero e chiodi di garofano, le macedonie e alcuni dessert come il pudding. Ovunque serve ad aromatizzare il vino caldo e i punch.

In India e Indonesia è molto diffuso per il riso, nelle salse e nelle marinate oltre che nella preparazione di una confettura con la polpa dei frutti, che si può consumare fresca o degustare con del sambar (salsa tipica al peperoncino) e del riso.

Nella cucina francese è usato come eccellente ingrediente di fini pâté e charcuterie (salumi).

È altrettanto valorizzato nelle miscele berbere del Nord Africa che insaporiscono le tajine di carne di agnello.

Noce Moscata

È la mandorla del frutto del Macis.
Come detto sopra, quando i frutti sono maturi e cadono, si aprono in due parti liberando un seme ovoidale e molto duro contornato da un insieme di filamenti rosso vivo o gialli: una volta secco, questo è il macis usato come spezia.

Tolto il macis, la noce deve aspettare da quattro a sei settimane prima di essere pronta all’uso. Quando scuotendola, si sente muoversi la mandorla interna, si elimina il guscio legnoso per raccogliere la mandorla.

Questa è grassa, di dimensioni di una grossa oliva, leggermente ovale e di colore bruno chiaro. Grattugiata ha un superbo odore aromatico.

noce moscataIn cucina

La noce la si trova intera o già ridotta in polvere. Quest’ultima, poiché si altera rapidamente, è meglio grattugiarla solo al momento di servirla.

Si usa con moderazione perché il suo gusto è molto forte.
Serve a profumare i soufflés e le preparazioni a base di uova, formaggio, gli ortaggi e le patate proprio come il macis.
Ottima anche per insaporire il melone.

Proprietà medicinali del Macis e della Noce Moscata

Nella medicina tradizionale vengono utilizzati per i problemi dei bronchi e per i disturbi digestivi.
Estraendo l’olio essenziale, è efficace per i reumatismi.
La noce moscata è ricca di un olio essenziale, la miristicina, che ha note proprietà psicoattive sull’organismo e sul sistema nervoso.
È usata in profumeria e nella fabbricazione di saponi.

Curiosità

La scuola Salernitana aveva riscontrato alcune proprietà narcotiche ed allucinogene nella noce moscata.

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