Marina Grazioli

Arriva il secondo ospite del nostro spazio “IN CUCINA CON”, dedicato a grandi nomi della cucina italiana e non, ad appassionati, a coloro che hanno fatto dei fornelli la loro vita. Siamo felici ed onorati di presentare oggi un’altra donna: veronese, mamma, insegnante di cucina, personal chef ed uno dei sorrisi più contagiosi mai conosciuti.

IN CUCINA CON… Marina Grazioli

Attualmente cuoca presso due Ristoranti, docente presso una scuola di cucina a Verona, tanti altri corsi e progetti imprenditoriali nell’ambito culinario, premiata dalla Federazione Italiana Cuochi….. insomma, Marina è un vero vulcano e per chi non la conosce sembra irraggiungibile per i mille impegni che ha.
Ma scrivere di Marina è semplice, per chi la conosce. È una forza della natura, mai ferma, simpatica e sempre pronta al sorriso, innamorata della vita e sopratutto del suo piccolo Chef Matteo. È molto competente, attenta alle esigenze di una cucina sana e gustosa.
Dice di non prediligere i dolci ma li sa fare egregiamente e con abbinamenti che parlano da soli.
Allora…andiamo a conoscerla più da vicino e vediamo se riusciamo a carpirne qualche segreto.

Marina Grazioli: in una parola, chef.
Personal chef, maestra pasticciera, insegnante di pasticceria e cucina, medaglia di bronzo agli Internazionali d’Italia 2014…c’è altro da annoverare nel tuo ricchissimo curriculum?

Premetto subito che il termine che meglio mi identifica è cuoca e non chef. Del mio lavoro mi piace la parte operativa e non quella di comando e gestione, diciamo che amo “mettere le mani in pasta”. E mi piacciono le sfide, soprattutto se sono volte al superamento dei miei limiti. Pens che io non amo mangiare dolci quindi fino ad una decina di anni fa odiavo cucinarli ma proprio perché mi piacciono le sfide ho deciso di frequentare un corso di specializzazione presso la scuola alberghiera degli Stimmatini dove il professor Sinibaldi Flavio, grandissimo pasticcere e docente, mi ha trasmesso la sua passione fino al punto di farmi scegliere la pasticceria come attività principale. Naturalmente non mi sono fermata, sono andata oltre e mi sono specializzata in pasticceria per le intolleranze alimentari con particolare attenzione al senza glutine, infatti sto per iniziare a collaborare con una società per l’apertura di un laboratorio di pasticceria gluten free ad Affi, in provincia di Verona.

A chi sono rivolti i tuoi corsi?

A tutti! Da qualche anno tengo corsi amatoriali per conto dell’Università del Tempo Libero di Castelnuovo del Garda, con grandissima partecipazione da parte sia di donne che di uomini, gente comune che normalmente svolge un lavoro completamente diverso ma che vuole andare oltre la ricetta e acquisire una tecnica, perchè a questo deve servire un corso di cucina, la ricetta deve essere solo un pretesto per apprendere il modus operandi e poter personalizzare con il proprio gusto e creatività i piatti. Tengo anche corsi per bambini, mi piace poter insegnare loro che il cibo non si forma x magia negli scaffali del supermercato. Mio figlio a quattro anni si faceva da solo la lasagna al forno e adesso che ne ha 12 è in grado di farsi da mangiare da solo ed è consapevole di quello che mette in bocca, ma soprattutto conosce l’importanza di scegliere materie prime di qualità.

La tua pasticceria è anche dedicata alle intolleranze alimentari: si può coniugare un prodotto gluten free con spezie ed erbe aromatiche? Se si, come?

Non solo si può ma si deve, i prodotti glutenfree di tipo industriale nella maggior parte dei casi sono arricchiti di numerosi aromatizzanti, grassi, zuccheri e additivi per modificarne il gusto e renderli gradevoli al palato, a scapito della salute e della linea. L’utilizzo di spezie ed erbe aromatiche contribuisce a dare aroma e sapore ad un prodotto in modo naturale e salutare poiché molte di queste hanno proprietà benefiche sul nostro organismo.

La tua cucina è quindi rivolta anche al benessere?

Occupandomi di cucina e pasticceria per le intolleranze alimentari è doveroso avere non uno ma cento occhi di riguardo nei confronti della salute dei miei clienti e spezie ed erbe aromatiche permettono anche di poter limitare l’uso di sale e zucchero.

Quali sono gli accorgimenti che una professionista come te ritiene di non dover trascurare soprattutto nell’elaborazione di prodotti gluten free?

In pasticceria l’assenza di glutine crea qualche problema solamente nei grandi lievitati, nella pasta sfoglia, pan di spagna e tutti quei prodotti che richiedono elasticità e sviluppo ma l’esperienza, la manualità e l’utilizzo di strumenti adeguati permette di ottenere prodotti che non hanno nulla da invidiare a quelli convenzionali. Personalmente ritengo molto importante la scelta del forno che con determinate caratteristiche, come ad esempio il controllo della ventola, rende tutto molto più facile.

Spezie e…. quali sono gli abbinamenti che utilizzi in cucina?

Amo tantissimo la fusione di dolce e salato, ritengo che tanto nella cucina quanto nella pasticceria, l’uno esalti l’altro. Uno dei corsi che propongo e al quale sono più legata è “Il dolcesalato del cioccolato” perché mi rispecchia in tutto e per tutto.

Condivisione del proprio Know how, anche con altri professionisti, tra i fornelli: è importante per te? Se si quanto?

È fondamentale! Nessuno nasce maestro, dice sempre mia madre, e ha pienamente ragione; la scuola ci prepara ma è l’esperienza che ci forma ed è il confronto che ci affina. Da anni faccio parte della Federazione Italiana Cuochi, prima della delegazione di Padova e Terme Euganee, ora dell’Assocuochi Scaligeri all’interno della quale sto contribuendo a formare il sodalizio delle Lady Chef per valorizzare la cucina professionale femminile anche a Verona. L’anno scorso, con due colleghe di Padova, Moira Lazzarin e Annamaria Pellegrino, abbiamo formato una brigata femminile e abbiamo partecipato agli Internazionali d’Italia conquistando la medaglia di bronzo. Ora con Moira stiamo cercando di far partire un progetto tutto femminile che si chiamerà Baci di Dame, del quale però al momento non sveliamo nulla.

Su di te: preferisci insegnare o cucinare?

L’insegnamento è un’altra grande passione. Da piccola volevo fare la maestra ma poi finivo sempre in cucina a pasticciare con la nonna e la mamma.  Da grande ho coniugato le due cose. Non saprei scegliere.

Qual è il tuo piatto preferito?

Non ho un piatto preferito ma un sapore: il curry! Lo metterei anche nel caffellatte, ma deve essere veramente buono, sono estremamente esigente con il curry: ne uso anche una versione dolce che preparo personalmente da utilizzare in una ricetta di biscotti.

Mangiare da sola o in compagnia?

Mangiare è forse la più alta forma di convivialità. Dal modo in cui una persona mangia e da quello che sceglie si può capire molto del suo carattere, così come conoscendo qualcuno si può benissimo indovinare quali siano i suoi piatti preferiti.
Sono decisamente un animale socievole ma ciò non toglie che in alcuni momenti mi piace stare da sola.

Hai mai usato la tua arte culinaria per conquistare?

Non solo la uso, ma insegno ad usarla, infatti da circa due anni io e la mia amica Sara, che fa la consulente per la Valigia Rossa, ci siamo inventate un corso di Cucina Seduttiva, rivolto ad un pubblico di sole donne dove io parlo di tutto quello che seduce in cucina, dei cibi afrodisiaci, del linguaggio del corpo mentre si mangia o si prepara da mangiare e Sara parla del benessere sessuale femminile e di tutto quello che la Valigia Rossa propone per aiutarci nell’arte seduttiva. Il tutto in modo elegante e professionale, con un pizzico di ironia e la complicità femminile che dalla notte dei tempi ci contraddistingue.

Infine: chef si nasce o si diventa?

Cuochi si nasce, chef si diventa.

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