Dalla natura, gli oleoliti: cosa sono e come farli in casa

oleoliti con le erbeNello scorso articolo vi ho accennato degli oli solari. Ma gli oli in generale sono molto importanti e sono alla base di molte formule che possiamo anche fare in casa e goderne tutti i benefici.
Per questo, oggi ne analizzeremo le caratteristiche e le tecniche di produzione.
Gli oli, o meglio gli oleoliti, possono essere realizzati con molte delle piante che abbiamo a disposizione; per uso esterno sono preparazioni ottime per massaggi sportivi, decontratturanti, lenitivi o semplicemente rilassanti ed essendo costituiti da sostanze sebosimili vengono assorbiti dalla pelle contribuendo a nutrirla in profondità. Possono essere usati sia singolarmente o miscelati tra di loro, essere utilizzati puri sulla pelle o aggiunti a creme, saponi, pomate, prodotti per la detergenza, balsami labbra e maschere per il viso.

Cosa sono gli oleoliti

Gli oleoliti sono estratti di erbe in olio ottenuti ponendo il vegetale ricoperto con l’olio a macerare per circa 30/40 giorni.
Su un litro di olio occorrono:

  • circa 100 gr. di vegetale se secco o
  • 200 gr. di vegetale se fresco.

Al termine della macerazione, l’oleolito va filtrato e torchiato (con un torchietto o uno schiacciapatate) e travasato in bottiglie di vetro scuro dove si conserverà a lungo a patto che venga lasciato in un luogo buio e fresco. Se dopo una prima filtrazione l’oleolito non risultasse limpido, é bene lasciarlo decantare per un giorno e rifiltrarlo nuovamente.
Per l’estrazione é consigliabile usare un olio di ottima qualità, spremuto a freddo proveniente da coltivazione naturale. Vi sconsiglio di utilizzare oli della grande distribuzione spesso estratti con solventi chimici e tagliati con oli di qualità molto scadente. Questo vale soprattutto nella scelta dell’olio da usare come condimento ma anche per uso esterno in quanto la pelle, oltre che essere un organo di escrezione, é anche un organo di assorbimento. Pensate ad esempio ad alcuni farmaci antidolorifici i cui principi attivi vengono assorbiti dalla pelle mediante l’ applicazione con cerotti.
Tornando alla scelta dell’olio da usare per fare gli oleoliti, vi consiglio:

  • l’olio extra vergine d’oliva, ma anche oli un po’ più neutri come odore,
  • l’olio di semi di sesamo,
  • olio di semi di girasole,
  • olio di mandorle dolci.

Per la preparazione degli oleoliti alcune fonti consigliano di usare piante secche, altre fresche, alcune la macerazione al sole, altre al buio e anche i tempi di macerazione variano da pochi giorni fino ad un massimo di 40 giorni. In generale le piante possono essere usate sia fresche che secche a seconda della disponibilità e, in ogni caso, sarebbe meglio usare quelle selvatiche in quanto più “forti” e più ricche di principi attivi rispetto a quelle coltivate. Piante come l’iperico necessitano poi di essere usate allo stato fresco se volete ottenere un bel olio rosso rubino.
Una volta raccolte, se decidete di utilizzarle secche, queste dovrebbero essere essiccate in appositi essiccatoi in quanto l’essiccazione dovrebbe avvenire in tempi molto brevi e dovrebbe lasciare inalterato il colore della pianta. In ogni caso se non avete la possibilità di prenderne uno, potete essiccare le piante ponendole sempre in un luogo buio e fresco. L’utilizzo delle erbe essiccate migliora la conservabilità degli oleoliti in quanto con le piante fresche, se da un lato non avete problemi di alterazione dei principi attivi (che potrebbe avvenire in fase di essiccamento) dall’altro dovete togliere tutta l’acqua che la pianta avrà ceduto all’olio in fase di macerazione. Difatti se rimangono delle tracce di acqua nell’oleolito, potrebbero svilupparsi delle muffe. In ogni caso sarete facilitati dal diverso peso specifico dell’acqua e dell’olio in quanto l’acqua, essendo più pesante, tende a depositarsi sul fondo del nostro contenitore.
Negli oleoliti il peso delle parti vegetali macerate nell’olio sono insignificanti rispetto alle quantità usate per ottenere gli oli essenziali che sono concentratissimi, quindi non vi aspettate di avere un oleolito molto profumato.

Per un oleolito profumato…

Se voleste ottenerlo potreste addizionare il vostro oleolito con dell’olio essenziale in questo modo:

  • 100 ml di oleolito
  • circa 30 gocce di olio essenziale a scelta.

Detto questo, come detto all’inizio dell’articolo, con l’oleolito possiamo produrre in casa anche un buon olio solare per pelli scure. Vi ricordo infatti che il discorso filtri solari è piuttosto delicato (a tal fine, clicca qui per rileggere l’articolo sulla scelta dei solari) perché in natura non esiste un filtro che possa proteggervi totalmente per cui utilizzate questo olio solo se vi siete già esposti ai primi soli.

ricetta olio alla curcuma e mallo di noceRicetta per olio solare per pelli scure

4 cucchiai di curcuma
un cucchiaio di mallo di noce macerati in
1 litro di olio di semi di sesamo

Procedimento

Macerare la curcuma ed il mallo di noce nell’olio di semi di sesamo per circa 7 giorni al buio. L’ottavo giorno l’olio va filtrato avendo cura di non smuovere le polveri che si saranno depositate sul fondo e che andranno eliminate. L’olio di sesamo contiene la sesamolina, un filtro solare mediamente protettivo che, assieme alla curcumina, sostanza antiossidante presente nella curcuma, aiuta a combattere la formazione dei radicali liberi. Il mallo di noce invece intensifica l’abbronzatura e dà alla pelle una leggera sfumatura ambrata.

Da usare, invece, dopo l’esposizione al sole, per ammorbidire e lenire la pelle da eventuali rossori e scottature, sono gli oleoliti di iperico, calendula, camomilla, elicriso e lavanda che possono essere usati puri, spalmati su qualunque tipo di pelle, anche quella più delicata del bambino (salvo nei casi di ipersensibilità alla pianta).

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