Zafferano e cultura persiana

Lo zafferano e la cultura persianaContinuiamo il nostro viaggio spazio-temporale alla scoperta del meraviglioso zafferano, e arriviamo in Persia.
Pigmenti di zafferano sono stati trovati nelle pitture rupestri preistoriche raffiguranti animali  antiche di 50 000 anni, scoperte nell’attuale Iraq.

Più vicini a noi, i Sumeri usavano lo zafferano come ingrediente nei loro rimedi e pozioni magiche. Ma non lo coltivavano, preferivano raccoglierne gli stimmi su fiori selvatici, convinti che solo l’intervento divino (senza intervento umano) potesse conferirgli le sue proprietà medicinali.

Queste testimonianze confermano il fatto che lo zafferano è stato in uso ben prima dell’apogeo della sua coltivazione a Creta, durante il secondo millennio a.C., e ricordiamo anche che lo zafferano è lodato da 3 000 anni nel Tanakh ebraico, che vanta il suo profumo:

“Hai la freschezza di un frutteto del paradiso piantato a melograni con frutti squisiti. In te si sposano i profumi dell’hennè e dello zafferano, dell’alloro e della cannella, con quello di tutti i legni odorosi… “

Cantico dei cantici

In Persia, il nostro zafferano (in particolare il tipo Hausknechtii) viene coltivato a Derbent e Isfahan nel X secolo a.C.. Sono stati persino ritrovati stimmi di zafferano persiano impigliati in tappeti e sartie regali.
Lo zafferano veniva apprezzato dai credenti come offerta agli dèi, ma era amato anche per il suo brillante pigmento giallo, per il suo profumo e impiegato come medicinale. Così, stimmi di zafferano venivano sparsi sui letti e serviti nei tè caldi per contrastare gli eccessi di malinconia. E infatti, sono molti gli stranieri a sospettare che gli stimmi di zafferano persiano utilizzati come spezia nel cibo e nei tè siano sedativi e afrodisiaci. Questi timori spiegano l’apprensione dei viaggiatori nel gustare la cucina locale…
Disciolto in acqua con legno di sandalo, lo zafferano veniva utilizzato in Persia anche per lavare il corpo dopo il duro lavoro sotto il sole cocente.

Più tardi, lo zafferano persiano venne abbondantemente utilizzato da Alessandro Magno e dal suo esercito nel corso delle loro campagne asiatiche. Lo usavano nel tè, e si rifocillavano con riso allo zafferano. Alessandro ne profumava i suoi bagni caldi, attribuendogli il potere di guarire le sue molte ferite, sia del corpo che dello spirito, e la sua convinzione veniva… rinvigorita ad ogni “trattamento”. Arriva a consigliare i bagni di zafferano anche ai suoi subordinati.

I soldati greci, affascinati dalle sue proprietà curative, continueranno ad usarlo al loro ritorno in Macedonia, e la coltivazione dello zafferano raggiunge così l’attuale Turchia, dove le colture si concentrano intorno alla città settentrionale di Safranbolu, zona nota ancor oggi per le sue feste annuali legate alla raccolta dello zafferano.

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Zafferano e cultura persiana
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Zafferano e cultura persiana
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Continuiamo il nostro viaggio spazio-temporale alla scoperta dello zafferano, e parliamo della Persia, partendo da 50 000 anni fa!
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